Stati Uniti, quinto mercato per l’Alto Adige

Stati Uniti, quinto mercato per l’Alto Adige

Corruzione

Nuovo decreto per contrastare la corruzione nel settore privato

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 75 del 30 marzo scorso è stato pubblicato il provvedimento (D. Lgs. 38/2017) che introduce nel nostro ordinamento dal prossimo 14 aprile le modifiche previste dalla decisione quadro 2003/568/GAI del Consiglio europeo.

Le principali novità consistono nella riformulazione dell’articolo 2635 del Codice civile, con l’integrazione dell’art. 2635-bis, con conseguente revisione dell’articolo 25-ter del D. Lgs 231/2001.

Per quanto concerne l’articolo 2635 c.c. (“Corruzione tra privati”), la nuova formulazione del primo comma prevede che «salvo che il fatto costituisca più grave reato, gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori, di società o enti privati che, anche per interposta persona, sollecitano o ricevono, per sé o per altri, denaro o altra utilità non dovuti, o ne accettano la promessa, per compiere o per omettere un atto in violazione degli obblighi inerenti al loro ufficio o degli obblighi di fedeltà, sono puniti con la reclusione da uno a tre anni».

Inoltre, «si applica la stessa pena se il fatto è commesso da chi nell’ambito organizzativo della società o dell’ente privato esercita funzioni direttive diverse da quelle proprie dei soggetti di cui al precedente periodo».

La novità di maggiore rilievo è rappresentata dunque dal riferimento all’interposta persona, tramite la quale si «offre, promette o dà denaro o altra utilità non dovuti alle persone indicate nel primo e nel secondo comma» dell’articolo 2635 c.c.

L’introduzione del nuovo articolo 2635-bis del Codice civile riguarda invece la “Istigazione alla corruzione tra privati”, fattispecie volta a punire chi mira a corrompere le figure dirigenziali che operano all’interno di società private.

Per entrambe le fattispecie (corruzione e istigazione) è prevista – in caso di condanna – l’interdizione temporanea dagli uffici direttivi e la procedibilità a querela della persona offesa.

In materia di responsabilità amministrativa degli enti, le modifiche si riflettono sull’articolo 25-ter del Decreto: con la sanzione pecuniaria per la corruzione tra privati che va da 400 a 600 quote (contro le attuali 200-400); e con quella per il nuovo reato presupposto ex articolo 2635-bis c.c. (“Istigazione”), che va invece da 200 a 400 quote. Si applicano inoltre «le sanzioni interdittive previste dall’articolo 9, comma 2» del D. Lgs 231/2001.

Privacy

Privacy, molta confusione tra le aziende italiane.

Il Regolamento dell’Unione Europea 2016/679 sarà operativo dal 25 maggio 2018; tuttavia, sia dai quesiti che le aziende italiane sottopongono a noi professionisti in questo ultimo periodo, che dalle verifiche che svolgiamo presso le imprese, si percepisce che molte di loro hanno le idee piuttosto confuse in merito alla nuova normativa in materia di privacy ed ai conseguenti obblighi che ne derivano per le aziende, pubbliche e private.

Tra le domande specifiche più ricorrenti vi è sicuramente quella relativa all’obbligo della nomina del “Data Protection Officer” (DPO) e delle competenze che le aziende devono ricercare per individuare il profilo più appropriato.

A tale riguardo, è opportuno evidenziare, con un breve accenno, che l’art. 37, comma 5, del nuovo testo richiede di designare il responsabile della protezione dei dati (DPO) “in funzione delle qualità professionali, in particolare della conoscenza specialistica della normativa e delle prassi in materia di protezione dei dati”. Il successivo comma 6, prevede altresì che “il responsabile della protezione dei dati può svolgere altri compiti e funzioni. Il titolare del trattamento o il responsabile del trattamento si assicura che tali compiti e funzioni non diano adito a un conflitto di interessi”.

Alla luce di tali disposizioni, non riteniamo appropriata la scelta, operata purtroppo da alcune aziende, di attribuire tale funzione all’interno del reparto IT, ove generalmente vengono trattati la maggior parte dei flussi di dati aziendali. Difatti, tale situazione produce – nella maggior parte dei casi – una sorta di auto-monitoraggio, in cui una funzione deputata al controllo è costretta a controllare il proprio operato, contravvenendo in tal modo alle disposizioni stesse del Regolamento.

LegalLab ® offre consulenza ed assistenza specialistica alle imprese che intendono approfondire la nuova normativa in materia di privacy, con l’obiettivo di adeguarle e renderle “conformi” rispetto ai nuovi adempimenti previsti dal citato regolamento.

Contributi a fondo perduto

Contributi a fondo perduto alle Imprese che investono in Sicurezza

Le aziende che intendono migliorare le condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, attraverso investimenti strutturali, come l’adozione di Modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/2001, potranno beneficiare di contributi a fondo perduto messi a disposizione dall’INAIL con il nuovo Bando ISI 2016 (“Incentivi alle imprese per la realizzazione di interventi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in attuazione all’articolo 11, comma 5°, D.Lgs. 81/2008”).

Il contributo pari al 65% dei costi sostenuti per realizzare i progetti è compreso tra un minimo di 5k e un massimo di 130k euro, ma tale limite è escluso per le imprese fino a 50 lavoratori che vogliono adottare i modelli organizzativi.

Dal 19 aprile al 5 giugno 2017 le imprese potranno presentare una sola domanda per Regione o Provincia autonoma, registrandosi sul portale dell’INAIL.

Nella Provincia autonoma di Bolzano hanno stanziato un fondo pari a complessivi 2.196.472,00 Euro, per i seguenti progetti:

  • Progetti di investimento;
  • Progetti per l’adozione di Modelli organizzativi;
  • Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto;
  • Progetti per micro/piccole imprese operanti in specifici settori di attività.

LegalLab ® offre consulenza ed assistenza alle imprese che intendono realizzare tali progetti, anche mediante l’adesione ai fondi messi a disposizione dall’INAIL.

Corriere Imprese e Legal Lab

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