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LA PROPRIETÀ INTELLETTUALE: UN ASSET STRATEGICO PER START-UP E PMI INNOVATIVE

Autrice Dr.ssa Consuelo Leonardi

Per start-up e PMI innovative proteggere le idee alla base dell’investimento, già nelle fasi iniziali dell’attività mediante gli strumenti offerti dalla proprietà intellettuale – brevetti, marchi, design, know-how, nomi a dominio, diritto d’autore – costituisce uno strumento fondamentale a disposizione degli obiettivi strategici dell’impresa.

La situazione di scarsa liquidità che caratterizza il maggior numero di start-up nei primi anni di vita, porta spesso gli imprenditori a trascurare la proprietà intellettuale, ritenendola unicamente un costo. Tuttavia, proprio l’idea innovativa è ciò che spinge gli start-upper a sostenere ingenti investimenti per poterla realizzare e unicamente un’adeguata strategia di tutela di queste consentirà alla start-up di mantenere il vantaggio competitivo acquisito con l’innovazione e attrarre così maggiori investimenti. 

Possedere titoli di proprietà intellettuale permette alla start-up di mostrare ai possibili investitori le potenzialità dell’innovazione, invenzione per giunta tutelata da eventuali future infrazioni, incrementando così, in maniera rilevante, la capacità di attrarre capitali e partner commerciali strategici.

Una gestione e valorizzazione strategica degli asset intangibili consente – mediante contratti di licensing dei titoli di proprietà intellettuale, un esempio su tutti quelli brevettuali – addirittura di generare una revenue per la start-up prima della fase, solo eventuale in molte realtà, di go-to-market. Contratti di licenza che potrebbero essere stipulati con aziende non competitor e per applicazioni in ambiti lontani dal core business della start-up. 

Il marchio registrato a sua volta può rappresentare un asset immateriale importante, la costruzione di una brand identity e di una reputazione sin dalle fasi iniziali tutela gli investimenti sopportati una volta raggiunta la fase del go-to-market precludendo così ad altri la possibilità di utilizzo del medesimo segno distintivo. È sempre opportuno, prima di stabilire il nome e il logo della start-up, effettuare una ricerca al fine di verificare l’esistenza di marchi simili nel mercato di riferimento, ciò potrà evitare all’azienda il costoso procedimento di modifica del marchio in una fase successiva, che renderebbe praticamente nullo l’investimento di marketing fatto, nonché l’insorgere di confusione nei futuri clienti.

L’Unione europea, ma anche il Governo italiano e la Provincia Autonoma di Bolzano sono consapevoli dell’importanza della tutela della proprietà intellettuale per lo sviluppo tecnologico del Paese, hanno perciò predisposto nel corso del tempo significativi contributi e agevolazioni per aiutare start-up e PMI innovative a proteggere le loro idee. Si segnala anzitutto il “Voucher 3i – investire in innovazione” previsto dal c.d. Decreto Crescita (D.L. n. 34/2019) che finanzia l’acquisto di servizi di consulenza per la brevettazione e le “Agevolazioni innovazione – Diritti di proprietà industriale” previste dalla Provincia Autonoma di Bolzano che possono arrivare a coprire fino al 50 % delle spese sopportate per l’ottenimento, la convalida, la difesa di brevetti e altri diritti di proprietà industriale, oltre a i costi anteriori alla concessione del diritto, nonché le spese di traduzione per la concessione o riconoscimento del diritto in altre giurisdizioni. (art. 11 delibera n. 397/2018 – approvazione dei criteri di attuazione in materia di promozione dell’innovazione – Legge provinciale n.14 del 13/12/2006 “ricerca e innovazione”). 

L’ottenimento delle agevolazioni provinciali per i diritti di proprietà industriale è possibile a tutte le PMI grazie alla compilazione di una domanda scaricabile al seguente link: Servizi | Innovazione e Ricerca | Amministrazione provinciale | Provincia autonoma di Bolzano – Alto Adige. Il modulo per la richiesta necessita la descrizione del progetto e la compilazione di un cronoprogramma relativo alla tipologia di costi sostenuti. 

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